mercoledì 22 novembre 2017

Arma delle Fate ed Arma delle Manie

Savonese: Itinerari zona Finale Ligure-Varigotti




Un interessante anello da Verzi di Finale Ligure che permette di visitare le due più importanti cavità naturali della zona, per poi scendere nella Valle Ponci lungo l'antica via Julia Augusta, dove si trovano i resti di antichi ponti romani.



NOTE TECNICHE

Partenza e Arrivo: Finale Ligure, località Verzi
Dislivello: 200m circa
Tempo di Percorrenza: 2h/2h,15  
Difficoltà: E
Cartografia: Fraternali Editore-Finalese n.20
Segnavia: all'Arma delle Fate nessun segnavia-dall'Arma delle Manie a Val Ponci 2 quadrati rossi-    poi bollino rosso




Accesso stradale 
dal casello di Finale Ligure, sull'autostrada Savona-Ventimiglia,  si scende fino a raggiungere la via Aurelia. Si  prosegue su questa a sinistra sino a Finalpia, dove si svolta a sinistra per Calvisio. Superato Calvisio si svolta a destra su di un ponte seguendo le indicazioni per Verzi, e poi lungo una stretta stradina a tornanti. Arrivati ad un bivio si va a sinistra su di una strada sterrata che conduce ad un'area parcheggio, sottostante le imponenti pareti della Rocca di Corno.





Itinerario

Si prosegue lungo la strada sterrata (segnavia: pallino rosso) che si inoltra nella Val Ponci e porta in breve al Ponte delle Fate, il meglio conservato tra i cinque ponti della via Julia Augusta, l'antica strada romana che collegava la Pianura Padana con la Liguria



Poco prima del ponte si individua sulla destra un sentiero privo di segnavia (cartello indicativo), che si innalza ripido nella boscaglia. Raggiunta la base di una bastionata rocciosa si continua contornandola sulla  destra, passando accanto a vari anfratti. Superato qualche tratto maleagevole, dove occorre prestare attenzione se scivoloso, si arriva  alla base di un poggio artificiale, superato il quale si trova l'ampia Arma delle Fate (quota 270 circa).



Si tratta di una cavità il cui ingresso è stato chiuso in parte con un muro ed in parte con una grande cancellata in ferro. Tramite un piccolo cancello è comunque possibile accedere nella cavità, formata da un salone diviso in due parti da una balza rocciosa. Una scaletta in legno per accedere alla parte superiore non appare molto affidabile.

Nella caverna sono stati ritrovati manufatti dell'uomo preistorico e resti di orso delle caverne (Ursus Speleus).


Posizionati davanti all'ingresso dell'Arma si prosegue a destra,  continuando a fiancheggiare ulteriormente  la parete rocciosa, interrotta da vari anfratti e piccole cavità,  per incontrare poi una staccionata in legno e pervenire successivamente sull'Altopiano delle Mànie, nei pressi della strada asfaltata che collega Finalpia con Noli. 
Qui si svolta a sinistra su di un sentiero che sale  in zona  boscosa, costeggiando poi per un breve tratto una recinzione metallica. Aggirato successivamente un dosso boscoso, si lascia a sinistra una diramazione con vista sull'enorme apertura dell'Arma delle Mànie, e si prosegue passando accanto ad una bella casa isolata. Al bivio successivo si va a destra, salendo dolcemente tra ruderi fino a raggiungere la strada asfaltata. La si segue brevemente verso sinistra, passando accanto ad una chiesetta sconsacrata trasformata in osteria. Poco oltre si imbocca a sinistra una diramazione che scende in una valletta , attraversa un rio su un ponte e si biforca in corrispondenza della chiesetta di San Giacomo delle Mànie. Si va a sinistra sino al gruppo di case nei pressi della grande Arma delle Mànie (quota 268), che si raggiunge in breve prendendo per una deviazione sulla sinistra.


E' un'enorme apertura al cui interno si trovano una zona recintata per scavi archeologici e alcuni ambienti delimitati da muretti a secco. Sulla parete a destra (per chi entra) si trova una piccola apertura che conduce ad una buia grotta al cui interno sono posti alcuni utensili contadini.



Si ritorna al punto della deviazione per  proseguire  lungo la strada sterrata che scende con un tornante, diventando poi sentiero (segnavia: due quadrati rossi pieni). Ci si abbassa in una valletta, poi si attraversa varie volte l'alveo del rio (di solito in secca) che la percorre. Proseguendo a poca distanza da esso, nella boscaglia man mano più fitta, si raggiunge il fondovalle della Val Ponci nei pressi dell'antico Ponte romano delle Voze o Ponte Muto.






Da qui procedendo a destra lungo la strada di fondovalle, poco oltre il Ponte delle Voze,  individuata una diramazione a destra, si può salire alla zona dove si trovano antiche cave romane.

Per concludere il percorso ad anello  invece,  occorre andare a sinistra lungo l'ampio stradello di fondovalle (seguendo il segnavia "cerchio rosso pieno), con il quale si attraversa il Rio Ponci e superando poi i ruderi di un altro ponte romano, il Ponte Sordo. Successivamente si lascia a sinistra una prima diramazione, poi si trascura a destra il sentiero che risale la Valle dei Frassini  per seguire per un tratto l'alveo del Rio Ponci, in genere asciutto, per riprendere  la  sterrata principale che in breve riporta al Ponte delle Fate, da cui in pochi minuti al punto di partenza.