lunedì 27 febbraio 2017

Alta Via del Golfo dell'Isola



L’Alta Via “Golfo dell’Isola” (AVGI) è un itinerario di circa 25 km che, percorrendo lo splendido crinale affacciato sul mare ed attraversando ambienti di grande interesse paesaggistico e ambientale, unisce i comuni di Bergeggi, Spotorno, Vezzi Portio e Noli.
Il lungo itinerario, che collega i principali percorsi presenti sul territorio, può essere suddiviso in più tappe.

NOTE TECNICHE

Partenza: Bergeggi - Arrivo: Noli
Dislivello: complessivo 980m circa
Tempo Percorrenza: 8h / 8h,30
Difficoltà: E
Segnavia: segni verdi-azzurri- paline indicative
Cartografia: Finalese-Fraternali Editore

Accesso stradale

Dall'uscita autostradale di Savona si prende per Vado Ligure e con la strada di scorrimento si raggiunge Bergeggi. 
Appena oltre la strada di salita all'abitato, presso l'ufficio informazioni sulla via Aurelia, si trova un piccolo spazio dove si può posteggiare l'auto.





Itinerario
Dal piccolo posteggio presso l'ufficio informazioni turistiche, si prosegue sulla via Aurelia sino ad incrociare la scalinata di via Magazzeno, dove inizia l'itinerario (segnavia "verde-azzurro" - paline indicative).
Si sale,  ad una biforcazione si va a destra e si arriva sulla strada asfaltata. Si prende poi un ulteriore tratto di scalinata (via Gastaldi), che porta nella parte superiore dell'abitato. Si prosegue a destra lungo la strada, e dopo aver superato la sede del Comune si arriva ad un'ampia curva sinistrorsa, presso la quale si svolta in via XXV Aprile. 
Seguendo poco oltre le indicazioni del Sentiero Botanico si devia a sinistra, e dopo un breve tratto lastricato tra belle villette, si arriva al bivio con una stradina sterrata che stacca sulla sinistra.
Quest'ultima (Strada della Sgarogna - segnalata anche con segnavia "trattino rosso) sale in zona boscosa alternando tratti abbastanza ripidi e sconnessi, supera poi un ponticello in cemento fiancheggiando, in ultimo, la recinzione di una proprietà privata per sbucare infine sull'ampia sterrata proveniente da Vado Ligure/San Genesio.


Si devia subito sulla sinistra, seguendo ancora l'itinerario del Sentiero Botanico (questo tratto è indicato anche dal segnavia "triangolo rosso")  che si inoltra in una bella sughereta per incontrare, nella parte superiore, la strada asfaltata proveniente da Bergeggi. La si attraversa e si prende ulteriore sterrata che porta prima ad una costruzione dell'acquedotto e successivamente alla panoramicissima zona dell'ex forte di S.Elena, attrezzata per il decollo dei parapendio.

Si scende poi ad uno slargo dove si obliqua a sinistra, e con bel percorso pressochè pianeggiante si arriva nei pressi di una casa isolata. Qui si devia a destra e si risale un sentierino ripido, a tratti eroso, che porta ad una piccola radura dove, inaspettatamente, si trovano lì abbandonate alcune vecchie cabine balneari. (?)

Si prosegue ignorando il successivo tratto in discesa per deviare a sinistra. Si transita così alle pendici del Monte S. Elena, la cui sommità può essere raggiunta in breve, individuando una deviazione sulla sinistra.
L'itinerario prende poi a scendere con continuità e dopo aver attraversato una stradina sterrata termina su strada asfaltata.
Procedendo su quest'ultima a sinistra si raggiunge in breve la Bassa di S. Elena, crocevia di vari itinerari ed un tempo importante valico di comunicazione con Spotorno (era l'antica via romana Aurelia).
Si scende a sinistra su ampia sterrata per poi deviare a destra su altra stradina che, dopo aver superato il valloncello del Rio Eliceto, deve essere lasciata per prendere un sentierino che stacca sulla destra (paline indicatrici), taglia trasversalmente il pendio e sbuca sull'arrotondato crinale (altra palina indicatrice).
Si risale lungamente la dorsale tra radi pini, sino ad un poggio panoramico.
Con successivo percorso leggermente più agevole si raggiunge la vetta del Monte Mao (m.440), sormontata da un cippo con funzioni di punto trigonometrico dell'I.G.M.




Ampio il panorama verso Vado, Savona, la dorsale del Beigua e sulla costa ligure orientale. Verso ponente spicca in lontananza la zona del Monte Carmo e più vicino le sommità del Bric Colombino, Bric della Berba e della Rocca dei Corvi.


Si scende ora sul versante occidentale e si raggiunge un'ampia sella erbosa dove si trova una struttura in legno, utilizzata per l'addestramento dei cani da caccia.
Si ignorano due deviazioni laterali per proseguire dritti sino alla ripidissima ed erosa discesina che porta al colletto di Passo Stretto, sulla antica via romana Julia Augusta.
Si segue quest'ultima a sinistra, superando inizialmente una breve discesa dal fondo in cemento, per poi proseguire pressochè in piano sino alla zona del Colle del Trevo, situato alle pendici del Bric Colombino e, successivamente, sino alla casa del Trevo. Poco oltre questa, sulla destra, si prende un sentierino che porta sulla sommità del Bric Colombino, caratterizzata da varie antenne e ripetitori.

Si continua ora lungamente sulla panoramica dorsale con andamento a saliscendi, ignorando ogni deviazione laterale sino al trivio del Colle della Berba, situato alle pendici dell'omonimo"Bric". Da qui si scende a destra sino al bivio nella zona dell'Acqua di S. Martino, dove si prende poi la salitella a sinistra, che confluisce sull' ampia sterrata proveniente da Vezzi Portio.
Si segue quest'ultima a scendere, diventa poi asfaltata e dopo ulteriore breve percorso confluisce sulla strada provinciale nell'abitato di Vezzi Portio, nei pressi dell'edificio comunale. 
Si prosegue a sinistra sulla strada provinciale (via S. Giorgio) sino al bivio con via Guardia, dove si svolta a destra e si prosegue sino al grande incrocio presso la Chiesetta di S. Libera.




Qui si prende a sinistra la strada per Magnone, per abbandonarla poco oltre e deviare per via S. Giacomo che porta nella zona del cimitero e della chiesa. Qui giunti, si prosegue ulteriormente sino ad arrivare alla chiesetta della Colla di Magnone, dove convergono altri itinerari escursionistici, tra i quali l'antica via romana Julia Augusta proveniente da Verzi di Finale Ligure.
Successivamente la strada diventa sterrata e poco oltre occorre deviare a destra sulla strada Magnone-Manie sino ad arrivare nella zona di S. Giacomo. Qui si lascia la via principale per prendere un'ulteriore sterrata sulla sinistra che effettua vari tornanti in zona boschiva e raggiunge la sommità del Bric dei Monti (413m- tabella e palina indicativa) - Se si prosegue oltre, in poco tempo si arriva  alla panoramica spianata di Prà Antonio).

Arrivati al Bric dei Monti si prende a destra un sentierino (segnalato anche dal segnavia n.6 e Sentiero Natura Bric dei Monti-Manie), che tra roverelle e tipica vegetazione arbustiva ligure e con alcuni tratti piuttosto erosi, scende con continuità, transita infine presso un complesso residenziale per poi sbucare sulla strada provinciale delle Manie.




Si attraversa la strada e si prende per una salitella di terra rossastra (palina segnaletica per Bric dei Crovi),  con la quale si arriva ad un trivio. Si sale a destra lungo un tratto piuttosto sconnesso per poi proseguire sulla panoramica dorsale che, dopo aver percorso alternativamente i versanti settentrionale e meridionale del Bric dei Crovi, arriva ad uno slargo. Sulla sinistra una palina indica la via di salita alla panoramica sommità della suddetta elevazione (382m).
Dallo slargo si continua obliquando a sinistra su di un sentierino che scende sino a confluire al "Cian du Feru", sulla larga sterrata che dalle Manie porta al "semaforo" di Capo Noli.
L'Alta Via prosegue a sinistra, deviando successivamente, nei pressi del "Cian de Strie", dalla strada principale per snodarsi pressochè parallela a questa, con un percorso a saliscendi che tocca modeste elevazioni, dalle quali però si può godere di un esteso panorama sul Golfo di Noli e sull'intera zona del levante ligure.
Si arriva infine nella zona del "semaforo" presso il Monte di Capo Noli, recintata perchè di interesse militare.

A sinistra del cancello di accesso alla struttura militare, si prende una stradella sterrata che tra alti e arbusti, tipici della macchia mediterranea, scende lungamente con alcuni tornanti.
Si arriva quindi ad  un ampia curva dove stacca sulla destra un sentierino che porta alla Grotta dei Falsari (cartello indicativo), per laquale è consigliata una digressione.
Si svolta pertanto su quest'ultimo, e dopo ripida discesa si arriva alla grande apertura nella roccia attraverso la quale si accede alla Caverna.
All'interno si trova una panoramica balconata a picco sul mare, protetta da una robusta ringhiera di legno.

Alcuni muretti a secco presenti nell'antro vengono fatti risalire all'epoca romana. Visibile anche una vasca intagliata nella roccia, forse utilizzata per la raccolta dell'acqua.





Si ritorna sul percorso principale  seguendo il quale successivamente si fiancheggia la zona dell'Eremo del Capitano D'Albertis, seminascosto dalla vegetazione.
Si passa poi a fianco di una casa abbandonata, per raggiungere i ruderi della Chiesetta di S. Giulia/Santa Marherita, a picco sul mare ed in corrispondenza dello sperone roccioso di Capo Noli.
Si tratta di un complesso ecclesiale la cui origine e la cui struttura sono a tutt'oggi sostanzialmente sconosciute.




Potrebbe trattarsi di due chiese addossate l'una all'altra; ad oriente S.Giulia, la più antica (citata in un documento dell' XI secolo), ad occidente quella di maggiori dimensioni, S.Margherita, più recente (del XIII o XIV secolo).
Altri invece interpretano i resti attuali come appartenenti ad un'unica chiesa a più navate, la parte più antica intitolata a S.Giulia e quella più recente intitolata a S.Margherita.
Il complesso ospitò un romitorio dei Cavalieri Gerosolimitani. Le due chiese subirono gravi danni durante la seconda guerra mondiale.

Sul lato destro della Chiesa si individua un sentierino seguendo il quale  si può visitare la zona dell'Eremo del Capitano D'Albertis, purtroppo in rovina e danneggiato da vandali.

Enrico Alberto D'Albertis (Voltri 23/3/1846-Genova 3/3/32) fu grande navigatore, scrittore, etnologo e filantropo.
Verso la fine dell'800 acquistò i terreni del promontorio, e sullo spazioso terrapieno sommitale, fece costruire l'Eremo.
La casa era in perfetto stile coloniale, simile alla cabina di una nave.
Percorrere il sito lascia stupiti ed incantati. Numerose le piante importate o raccolte durante i suoi viaggi ,oltre agli aerei camminamenti e terrazzi dai quali si può sostare in contemplazione.
Per saperne di più






Ritornati alla chiesa di santa Margherita si riprende l'itinerario che scende con bel percorso panoramico sulla baia e l'abitato di Noli.
Si arriva così ai resti dell'antica Chiesa di S. Lazzaro ed al successivo lazzareto  risalente al 1250, sorto per il ricovero dei marinai colpiti da gravi malattie contagiose.

Si prosegue nella discesa tra fasce  di coltivi abbandonati, poi tra belle villette terminando la lunga traversata in Piazza Vivaldo, presso la vecchia sede vescovile.




Per saperne di più

http://www.ilgolfodellisola.it/alta-via-golfo-dellisola/

link al sito dell'Alta Via del Golfo dell'Isola dove si possono trovare ulteriori informazioni, soprattutto per quanto concerne l'eventuale suddivisione del percorso in tappe: