giovedì 27 gennaio 2011

Trek del Mongioie



Trek di 3 giorni nel cuore delle Alpi Liguri, attraverso le Valli Maudagna, Corsaglia, Ellero e Tanaro, sulle antiche vie dell'olio e del sale.




1° giorno:
dal Rifugio Balma (1883) al Rifugio Havis De Giorgio-Mondovì (1761)

NOTE TECNICHE

Partenza:  Dal Rif.-Albergo Balma, che si raggiunge dagli ultimi condomini di Prato Nevoso,
                 tramite una rotabile sterrata di 5 km. circa.
Dislivello: Circa 450 m. in salita-circa 550 in discesa.
Tempo di percorrenza: 3h/3h,30
Segnavia: E9-E10 tacche rosse/gialle
Difficoltà: E

Dal Rif. Balma (1883m) si segue la strada sterrata per un breve tratto, sino all' insellatura che si trova alla base del versante orientale del Mondolè (paline indicative).
Si continua sulla strada che devia a sinistra, in leggera discesa e che taglia ora il versante sud-est del Mondolè, sino a giungere, dopo circa mezz'ora di cammino, presso un bivio. Si lascia la strada di sinistra che porta ai laghi della Brignola, per andare a destra su di un'altra rotabile chiusa da una sbarra (paline indicative-segnavia F10) che porta ad un primo gias alla base del caratteristico Dente del Seirasso, quindi ad una successiva malga. Nei pressi si lascia la sterrata, per inoltrarsi a destra, su sentiero a tratti nascosto dalla vegetazione, che attraversa i pascoli ed infine,  con percorso in salita, sbuca sulla Colletta Seirasso (2092 m), valico sullo spartiacque Corsaglia-Ellero.(1h,15 dalla Balma)

Dal valico, si può eventualmente raggiungere in circa 1h la cima del M.te Mondolè (2382 m), risalendo la dorsale di destra, con opportune deviazioni lato valle Ellero per evitare alcune formazioni rocciose. Si supera altresì un colletto sulla destra, dal quale arriva un ulteriore e più diretto sentiero proveniente dalla Balma.


Dalla Colletta Seirasso, (paline indicative) si scende per tracce tra prati e rododendri nei pascoli alti della conca di Piandimale. Lasciato in basso il gias di Pian Cardone si scende ancora a sinistra sino al vallonetto alla base della Rocca dell'Inferno. Qui si prende un sentiero più marcato che passa in una zona carsica, perde quota lungo le pendici del M.te Castello, per poi risalire sino ad una costa e quindi  raggiungere la Colla Rossa (1956 m-40' circa dal valico). In basso si vede Pian Marchisio ed il Rif. Mondovì.
Dalla Colla il sentiero perde ancora quota con diverse svolte in zone erbose, sino ad arrivare al Ponte Ciappa (1624 ). Si attraversa l'Erro su un ponticello e si arriva all'ampia carrareccia che, seguita a sinistra, porta in poco più di 30' al bel Rifugio Mondovì (1761 m).

2° giorno:

dal Rifugio Havis De Giorgio-Mondovì al Rifugio Mongioie

NOTE TECNICHE:

Dislivello: 550 in salita-750 in discesa
Tempo di percorrenza: 4h/ 4h,30
Segnavia: G3 tacche rosse
Difficoltà: E

Dal Rif. Mondovì si scende sulla sterrata sottostante, si devia a destra e si supera alla meglio il torrente.  Si prosegue quindi al centro del pianoro -segnavia G3 e tacche rosse.  ( In caso di acqua alta è consigliabile, anzichè attraversare, proseguire sulla sponda destra del torrente per un buon tratto, sino ad individuare più avanti, il punto migliore per l'attraversamento).
Occorre poi superare il torrente altre due volte sino ad arrivare al termine del pianoro. Dopodichè la strada sale con alcune svolte per superare una balza rocciosa. Si lascia a sinistra la deviazione per il Gias Gruppetti e si sale ulteriormente sino ad un costone erboso. Il sentiero prosegue poi ancora in salita tra qualche rododendro, sino a raggiungere una conca alla testata di valle. Si piega poi a destra e con diversi tornanti che tagliano ripidi pendii, si raggiunge finalmente il Passo delle Saline (2174 m-1h,30 dal Rif.).

Dal valico è possibile la salita alla Cima delle Saline ( in circa 1h,15' - difficoltà: EE).

Dal Passo delle Saline  si scende il ripido pendio che porta nel pianoro del Vallone delle Saline, che occorre poi si segue lungamente su evidente sentiero, sino  a che questo si inserisce in una stretta gola rocciosa. Si scende per questa su ripido sentiero per poi raggiungere, con ulteriore lunga discesa, il Rifugio Ciarlo Bossi ai Tetti delle Donzelle (1550 m - circa 2h dal valico).
(Il rifugio è privato, di proprietà del Gruppo Escursionisti Savonesi)
Superato il Rifugio si prosegue su sterrata sino ad un bivio che a destra conduce a Carnino Inf. Si va oltre, nel bosco, sino a raggiungere in breve la Colla di Carnino (1597 m)-paline indicatrici.
Si scende su bel sentiero sino a raggiungere le copiose sorgenti del Tanaro (Vene), per attraversare le quali è stato predisposto un caratteristico ponte tibetano. Oltre questo si prosegue su bel sentiero sino ad un bivio, dove si ignora la deviazione a destra che conduce a Viozene, per andare invece a sinistra, in leggera salita e poi in falsopiano sino all'ampio Pian Rosso, dove sorge il Rifugio Mongioie (1550 m).

3° giorno:

Dal Rif. Mongioie al Rif. Balma

NOTE TECNICHE

Dislivello: 550 m in salita - 750 m in discesa.
Tempo di percorrenza: 4h/4h,30
Segnavia: GTA e tacche rosse
Difficoltà: E

Dal Rif. Mongioie si prende il sentiero in direzione nord (paline) che sale in diagonale rispetto alla evidente contrafforte rocciosa delle Rocce del Garbo. Dopo un andamento in leggera salita, il sentiero effettua alcuni "strappi" tra zone erbose e cespugli. Effettua poi alcuni tornanti sulla Costa delle Martinelle, tra alcuni faggi e pini mughi. Si attraversano poi alcune "vallette", quindi ancora alcuni tornanti in salita sino a pervenire sulla bella spianata erbosa di Pian dell'Olio, al cui centro spicca un evidente grosso masso. Si attravesa la distesa prativa e si affronta  una ulteriore impennata, con tornanti tra roccette e ripidi pendii sino a fiancheggiare le pendici del bric Rotondo e quindi pervenire all'ampio valico del Bocchin dell'Aseo (2292 m-ore 2,30 dal Rif.).

Dall'insellatura, volgendo a sinistra, per una traccia di sentiero, a tratti maleagevole e ripido, si raggiunge in poco più di 1h , la panoramicissima vetta del M.Mongioie (2630 m).

Dal Valico, ignorando il sentiero che piega  a sinistra, si scende diritto verso la sottostante conca erbosa sino ad arrivare al lago Raschera (2108 m). Dal lago si continua verso nord brevemente, per poi obliquare a sinistra e con diversi tornanti giungere al Bocchino della Brignola (2256 m), tra la Cima della Brignola a sin. e la Cima Ferlette a destra. Successivamente il sentiero scende con vare svolte tra zone prative e pietraie sino ai bei Laghi della Brignola (2131 m), non sempre ricchi d'acqua. Si scende ancora sino a giungere alla Sella della Brignola, dove arriva la strada sterrata proveniente dalla Balma. Si  devia in diagonale a sinistra superando un boschetto ed un rio sino a sbucare su una dorsale prativa, dopodichè si scende ancora sino a rintracciare l'incrocio con l'itinerario d'andata. Per la stessa strada si raggiunge il Rif. Balma.