martedì 1 giugno 2010

Monte Mao e Monte S. Elena da Porto Vado

Escursioni da Vado Ligure


Una interessante escursione attraverso fortificazioni militari ed una rara sughereta.
La salita al Monte S. Elena consente la visita ai resti dell'antico Castellaro preromanico.
Se effettuata in tarda primavera, meraviglierà la splendida fioritura del Monte Mao.


NOTE TECNICHE

Partenza e arrivo: Vado Ligure (SV) località Capo Vado
Dislivello: circa 450 m.
Tempo di percorrenza in salita: 2h30/3h circa
Difficoltà: E
Segnavia: "triangolo rosso"-"tre bolli rossi"
Cartografia: Carta dei sentieri-Studio Naturalistico E.D.M SV2


Attenzione!:  Gli elementi della natura, il disboscamento intensivo e  l'abbandono dei sentieri, possono essere causa di mutamenti,anche sensibili, dello stato dei luoghi descritti



Per visualizzare la cata dettagliata della zona del percorso vedi:
Tavola SV-26 / SV-17 delle Mini MAPPE OUTDOOR ACTIVITIES di Giorgio Mazzarello http://www.mappeliguria.com/




Accesso stradale
Da Savona si prosegue per Vado Ligure sino alla località di Capo Vado.
L'itinerario inizia sull'Aurelia, in Via Rossini, di fronte all'ingesso del porto commerciale e terminal traghetti.

Itinerario
Al termine di Porto Vado si imbocca via Rossini (palina indicativa), la strada in salita che passa sotto un cavalcavia. Dopo questo si  devia a sinistra e si prosegue su strada sbarrata che in breve conduce all'imponente fortificazione di Forte S. Giacomo. 
La porta di ingresso al forte è sbarrata per impedire l'accesso ai vandali e per ragioni di sicurezza.



Dallo spiazzo antistante l'ingresso  si sale a destra lungo una caratteristica e ripida scalinata, che fiancheggia uno scivolo con rotaie.
Si tratta di un montacarichi un tempo utilizzato per trasportare vettovaglie e munizionamenti nella parte soprastante.

Giunti alla sommità è possibile, andando a sinistra e prestando molta attenzione, dare un'ampio sguardo all'interno della fortificazione,  eretta intorno al 1757 a difesa dell'importante rada di Vado Ligure. 

Il sentiero escursionistico invece prosegue a destra, inerpicandosi su ripida erta che conduce in una zona alberata. Prosegue poi a zig-zag su tratto piuttosto maleagevole perché eroso da numerosi animali al pascolo. Attraversa quindi un ulteriore boschetto e raggiunge la dorsale dove si trovano i ruderi del bastione dell'antico Forte di S. Stefano.

La fortificazione eretta intorno al 1614 a difesa della rada di Vado Ligure, venne pochi anni dopo abbandonata perché ritenuta non perfettamente idonea a tale scopo: troppo piccola ed a tiro delle colline circostanti.
Infatti successivamente venne eretto il sottostante Forte S. Giacomo



Proseguendo si transita a fianco di una strazione Enel per il monitoraggio dell'aria e, successivamente, si fiancheggia il muro di cinta di una ex fortezza militare (Forte S. Sebastiano o "La Batteria") ora di proprietà privata.
Presso un bivio, si lascia la strada principale che piega a destra e la deviazione del Sentiero Botanico a sinistra, per inoltrarsi in salita nella bella  Sughereta delle Natte, una delle più estese della Liguria.
Al termine di questa ci si ricongiunge con la strada asfaltata che sale da Bergeggi e scende a San Genesio e Vado Ligure.
La si attraversa e per successiva stradella  in salita si raggiunge prima una costruzione dell'acquedotto e successivamente la zona panoramica di crinale,  utilizzata per il decollo dagli appassionati di parapendio.

La- conca erbosa sottostante ospitava altre fortificazioni e la polveriera di S. Elena, andata completamente distrutta nel 1921 a seguito di un'esplosione.



Si prosegue brevemente su comoda stradina sino ad uno slargo. Qui si lascia il segnavia "triangolo rosso" per seguire i "tre bolli rossi" e "X rossa", per cui si attraversa lo slargo erboso e ci si inoltra poi in una ulteriore sterrata.
Quest'ultima, con bel percorso pressoché pianeggiante arriva presso un cippo a ricordo del Partigiano Luigi Faggi.
Qui si lascia momentaneamente la sterrata principale per seguire a sinistra la deviazione del Sentiero Botanico. Con breve salitella si raggiunge una radura alberata, presso la quale si trovano curiose vecchie cabine balneari (?).
All'inizio della radura (palina indicativa del Sentiero Botanico) si svolta a destra per seguire un sentierino che si inoltra tra alti e fitti arbusti e che sfocia su ulteriore spianata tra numerosi alberi.
Si attraversa tale zona e con percorso ad intuito si supera una breve erta e si raggiunge la sommità del Monte S. Elena.
All'intorno, come dimenticati, si trovano e resti dell'area circolare dell'antico  Castellaro preromanico.

L’altura del Castellaro venne prescelta dalle tribù liguri preromane come sito strategico per il controllo della viabilità costiera tra Vado e Noli.
Le campagne di scavo, condotte dall’Università degli Studi di Genova e dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria, hanno permesso il ritrovamento di reperti che testimoniano la frequentazione del sito dal V sec. a.C. al I sec. d.C. per poi riprendere in età medioevale. Sia sul versante sud che su quello esposto a nord del Monte S. Elena sono stati riportati alla luce i resti di antichi insediamenti abitativi.

Si ritorna per la stessa via di salita alla spianata sottostante e da qui al bivio presso il cippo Partigiano.

Si prosegue quindi sulla sterrata precedentemente lasciata che, dopo aver superato una ulteriore deviazione a destra del Sentiero Botanico, porta  alla cava abbandonata sottostante il  Castellaro.
Da qui la strada si trasforma in sentierino che scende con ripide svolte sino ad immettersi su altra sterrata.
Si segue quest'ultima a destra ed in breve, superato una cancello, si arriva alla Gola di S. Elena, importante valico percorso nell'antichità dalle vie di comunicazione romane.

L'antica via romana Aurelia anziché procedere per costa aggirando il dirupato Capo di Vado e la successiva Punta del Maiolo, da Vado Ligure-S. Genesio raggiungeva Spotorno scavalcando la Gola o Bassa di S. Elena, colle situato tra il Monte Mao ed il Monte S. Elena.
Successivamente, nel 13 A.C., la Via Aurelia fu affiancata da una "variante" più interna, la Via Julia Augusta, che distaccandosi dalla via principale alla Bassa o Gola di S. Elena, procedeva in quota ed evitava Spotorno aggirando a nord il M. Mao, passando dal Colle del Trevo e raggiungendo direttamente la Colla di Magnone e quindi il Finalese.

Ci si innesta su più ampia strada (l'antica via Julia Augusta) che si segue a sinistra e dopo lungo procedere, sovrastata una cava e, purtroppo, una discarica di rifiuti, si arriva nei pressi di una evidente deviazione a sinistra.

Si svolta su quest'ultima che porta su di un vicino pianoro. Nei pressi si trova un osservatorio per la fauna selvatica.
Si prosegue a sinistra, si transita presso la zona utilizzata per  l'addestramento di cani da caccia e con ultima breve salita si raggiunge la vetta del M .Mao (440 m - 2h e 30/3h). Panorama a 360°.



Variante di ritorno

Dalla vetta si scende obliquo a destra sul sentierino della "via diretta" che sale da Spotorno (segnavia "X rossa) sino ad un sottostante poggio.
Qui occorre lasciare la traccia principale  di crinale per deviare a sinistra su un sentierino che si snoda in discesa, passando tra bassa vegetazione e radi pini vittime di incendi (scarsi segnavia "quadrato rosso" e "H").
Su sottostante ampia dorsale, poco prima di un "ometto" di pietra, il sentiero si biforca (Attenzione!). Occorre prendere la deviazione a sinistra, che dopo breve tragitto sfocia sulla sterrata (antica via romana Aurelia) che collega Spotorno alla Gola S. Elena  (segnavia "3 bolli rossi").
Si prosegue su questa a sinistra e dopo aver superato il fondo di un valloncello dove scorre un rivolo d'acqua, il Rio dell'Eliceto, ci si immette su ulteriore sterrata (proveniente da Bergeggi) e tramite quest'ultima si fa ritorno alla Gola di S. Elena.
Da qui si aggira il cancello e si segue brevemente a ritroso il percorso di salita. Si ignora il vicino bivio dell'andata proseguendo oltre.
Si arriva così ad attraversare un gruppo di case abbandonate (Griffi), e successivamente un cippo in memoria delle vittime di un bombardamento aereo avvenuto nell'ultimo conflitto mondiale.
Con successiva salitella si perviene sull'ampia strada Scorzabò, presso le omonime cascine ed al bivio del Sentiero Botanico che scende dal Monte S. Elena.
Si prosegue sulla comoda carrareccia che in falsopiano sbuca presso il  pianoro erboso dell'andata ed al successivo poggio per il lancio con il parapendio.
Da qui seguendo a ritroso itinerario di salita si fa ritorno a Porto Vado.